Antefatto
Un giorno, recente, una tipa, geologa, dopo aver letto una cosa su un blog che parlava di esperienze di viaggio velico, in quel momento in mezzo all'Egeo, curato da un tipo, geologo anche lui, gli scrisse, esortandolo a buttare nel cestino quella educativa e divertente laurea, e dedicarsi in alternativa, al teatro, bisognoso di brillanti, giovani autori. Il tipo le rispose che sul primo punto non c'erano dubbi. Sul secondo invece glissò, portando come motivazione il fatto che odiava il teatro.
Erano cinque, sei mesi fa. E la tipa ed il tipo, anche lui con una tipa, ma anche la tipa era con un tipo (le tipe son tutte tope, non aggiunge nulla alla narrazione, ma é un'informazione) insomma, entrambe le coppie sfarfallavano con barchine di simile stazza a poche miglia di distanza senza mai, (volutamente?) incontrarsi e comunicavano fraternamente con i mezzi odierni. Ma il teatro era stato escluso. senza discussione. Amen.
Qualche mese più avanti il tipo geologo (devo precisare perché nelle righe precedenti i tipi e le tipe si moltiplicano) scrive alla tipa geologa, sotto dovuta inchiesta, che sì, lui odia il teatro, ma la motivazione é un po' debole, pensa la tipa, quindi si possono fare eccezioni, pensa il tipo, anzi, ci ha giâ pensato, ci si é provato, quindi si comincia.
Il fatto
il fatto, nel linguaggio moderno, si chiama "evento". Micojoni. Il linguaggio moderno, a volte, mi confonde. Per me un evento é una cosa che capita ogni 100 o più anni, e comunque, é cosa rara e ragguardevole. Ora vengono organizzati Eventi ogni minuto. É chiaro che la parola perde un po' di significato. Per il tipo geologo e la tipa che veleggia con lui (Mica solo lì, anche altrove, un veleggiamento strutturato, non occasionale) é comunque un evento, quindi va bene. Le parole hanno un significato relativo. Per loro é un evento, capito?????? Quindi anche per me, che voglio loro bene, così, a pelle. La pelle conta. E mi sembra vedendo il film, che la pelle abbia viaggiato, abbia contato, insomma. Tante persone, che condividevano la pelle, erano presenti. Altre condividevano cose più approfondite, la banchina, le serate insieme, l'amicizia, le prese per il sedere. Ma la pelle é coriacea. Va oltre. w la pelle.
ma dalla pelle non mi devo far confondere, ora, devo essere obiettiva (ahah, non ho mica un editore!!!! faccio quello che mi pare).
Mi sono divertita. Gli interpreti sono stati bravi. lo sfondo era da Presepe (non l'ho notato io per prima, ma sottoscrivo), ma ci stava. Il Peris accanto alla sua Signora, migliora molto, ha persino tirato fuori un po' di voce, ed il microfono é un palliativo, non conta. ma questo é normale. Le Signore sono atti unici, molto piû di quelli teatrali.. Sicuramente guardare persone amiche, mentre si esterna, aiuta. Si esterna, non Si recita. Quelle cose sono veramente accadute, nel momento, nel cuore, nella mente. E forse sono accadute un po' diversamente, meno tragicamente, ma insomma, un punto di veritá c'é sempre e comunque, dalla veritá nasce l'immaginazione. É importante la veritá, ed è importante l'immaginazione che ne consegue. Non sto dicendo che Manuela e Carlo raccontano cose immaginate, non lo posso sapere, credo di no, anzi. Sto dicendo che rendono "una favola" la quotidianità temporanea di tutti noi che per qualche mese all'anno, viviamo la loro stessa vita, apprezzandola moltissimo, e nella quale, almeno io ed il T. ci riconosciamo. Dubbi, paure, tentativi, prove. grandi soddisfazioni quando l'obiettivo é raggiunto. ed ogni obiettivo é un'impresa, anche se prima di noi, oppure altrove, in altri mari forse più perigliosi, qualcun altro ha fatto di più. Non é una gara. É la nostra vita. devo aggiungere un doveroso commento per il montaggio. positivo . la sintesi é perfetta.
EPILOGO
La Manuela ed il Peris sono dei ganzi.Non so se dietro a tutto questo c'é del marketing, del busco, insomma. Non mi interessa. Anche se fosse sarebbe guadagnato. Sono dei ganzi perché hanno trovato il modo di far durare il loro piacere più a lungo. Ed é questo che conta.
Grazie, tipa topa collega geologa, per i complimenti, per l'apprezzamento e soprattutto per l'affetto. Che, detto tra noi, è dolcemente ricambiato. Baci!
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