sottotitolo:"una donna e altri animali" (é una frase rubata, ma calza a pennello)
É un ricordo in questo momento vivido, non ci sono foto, anche se potrei lavorarci sopra, ma non ho tempo. Lui detta io scrivo:
All'epoca si viaggiava con Landicchia, un Dullia 30 e due cani: una specie di setter, discolissima, Prugna, ed un cucciolo di terranova, Ubu, che giá rasentava i 35 kg ma in barca era trasparente. Insomma, eravamo folkloristici e forse a qualcuno abbiamo fatto anche pena. Noi tutti si stava comunque benissimo. A bordo, talvolta, un nostro caro amico, F. nonchè socio di alcune quote della barca perché si era tutti più poveri ed una manutenzione annuale era difficile da sostenere da soli. F. era soprannominato dal T. Rex "il principe" perchè di origini nobili, dicesi una di quelle famiglie che nella Roma papalina portava il Pontefice sul trono a spalla in giro per la città. Lui, che era ed è tuttora un tipo molto naif, se ne offendeva molto a sentirsi appellare così, tanto che un giorno con la sua aria dolce ha minacciato il T. Rex di togliergli il saluto e da allora in poi è stato solo F. perchè si capiva che faceva sul serio. Partiamo quindi noi, le due cagne ed F. dalla Rondinara, dopo una sosta ristoratrice a seguito del baccanale delle Bocche di Bonifacio particolarmante frizzanti quel giorno, alla volta di Talamone, Argentario, luogo dove in quel periodo Landicchia sostava per quasi tutto l'anno. È notte, c'è la luna piena, e mentre si va come delle spose all'altare con un bel maestralino, ceniamo in pozzetto al lume di una candela sapientemente protetta da una grattugia piramidale.
F. ci annuncia che lui è in piena forma e da mezzanotte alle 7 vuole fare un turno lungo perchè vuol godere di questo bellissimo dono di una notte che si annuncia particolarmente adatta alla navigazione.
Allora, nonostante in commercio esistessero già i gps portatili, noi ancora si navigava tracciando dei freghi sulle carte e poi rivedendoli con squadrette e goniometri, facendo i rilevamenti a terra e guardando le miglia percorse. funzionava, tutto sommato. A mezzanotte si va a letto salutando F. tranquilli, perchè la fiducia in lui è massima, e meritata, un bravo uomo di mare (e lo è tuttora). La mattina alle sette, ci alziamo per far giustamente riposare il nostro compagno e, mentre si prepara il caffè e le vele sbatacchiano e gli occhi sono ancora pesti di sonno e nell'aria c'è una nebbiolina di scirocco che ci fa capire che il vento è decisamente cambiato..... con nostro massimo stupore........ non avvistiamo il Giglio all'orizzonte. E vabbè, dice il T. Rex, è la foschia, tra poco arriva. Auguriamo ad F. un buon riposo e ci sistemiamo in pozzetto per un comodo turno a due, bello perchè una volta tanto ci si fa compagnia e non ci parliamo solamente per un buonanotte ed un buongiorno. Si va piano di bolina ma chissenefrega, tanto siamo vicini. Passano le ore, quattro, cinque, sei, e del Giglio neanche l'ombra. Il T. controlla tutto, carte, ore, miglia, e comincia a preoccuparsi. F. si alza stiracchiandosi, ed io gli faccio il caffè, dolcemente, e, dopo che lo ha bevuto, lo assalgo:" ma dimmi la veritá, te tu hai cambiato rotta, volevi andare con il vento, lui ti è girato, e allora ci stai portando in Calabria? ma non ci pensi a quelle due povere bestiole che son più di 24 ore che non scendono, mi scoppiano!!!"
nel frattempo le bestiole erano sapientemente in stand By sulle cuccette del quadrato e non muovevano un pelo"
ma io non volevo accendere il motore, vi avrei svegliato, era così bello!!!!"
ah, F. F. come ti potevo trattar male?
Ovviamente il motore eè stato poi acceso e siamo arrivati a destinazione il giorno dopo, ma la mia mamma, appena venuta al corrente della vicenda, a Natale ci ha fatto trovare un Magellan portatile con un bigliettino che recitava: " i cani non devono soffrire a causa delle vostre stravaganze".
Il Magellan è ancora a bordo, ora, di Acquacheta, perchè nonostante il plotter e due programmi di navigazione su i phone e i pad, non si sa mai.

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