Storie di barche marinai e mozzi

sabato 23 agosto 2014

La canina azzurra






Come ho già scritto, si viaggiava su Landicchia e nel nostro equipaggio era sempre presente almeno un mozzo a quattrozampe cui venivano attribuiti i ruoli più disparati, tranne quello di cuoco di bordo. Quel ruolo non si confà infatti ai mozzi, comportando,  il cucinare in barca,  un’enorme specializzazione; ci vogliono anni ed anni di studio e sia Malvina che Ubu, che Prugna che Greta che Khooda, pur essendo stati sempre molto attenti alle manovre intorno ai fornelli, non sono mai riusciti ad imparare nulla.
Per ricompensare il mozzo delle sue attività a bordo, noi offrivamo vitto, alloggio e due lunghe passeggiate a terra quotidiane in assoluta libertà di movimento, tranne i casi in cui si doveva fare trasferimenti e allora la passeggiata diventava, nelle 24 ore, solo una, ma lunghissima e piena di animazioni ed intrattenimenti, giochi a premi e persino gare ad ostacoli. Noi si perdeva sempre, il mozzo trionfava. Il ritorno in barca era quindi, per noi a due zampe, distrutti, una liberazione.  Il mozzo era invece pieno di energie, rinnovate dal profumo ed il contatto con la terra che per certi esseri è, lo ammetto, elemento indispensabile.

Abbiamo sempre prediletto gli ormeggi in rada, piuttosto che nei porti, che ormai da tanto son scomparsi in italia, lasciando il posto a organizzati marina, per cui nostro indispensabile compagno di avventure, anche per tener fede agli impegni presi con il mozzo di turno, era il piccolo tender. Ne abbiamo avuti tanti, perché tra i soci di Landicchia c’era sempre qualcuno che o lo perdeva o lo bucava sugli scogli o sui ricci. Pertanto i gommini eran piccoli e di poco prezzo. 

I gommini erano molto amati dai mozzi che già al secondo giorno di crociera, appena il naso papilloso percepiva gli odori noti della macchia, dei suoi abitanti e anche delle cucine di alcuni di essi, ne imparavano, o ripassavano, la funzione. Spesso, e devo dire, sempre quando l'ormeggio era terminato ed il motore spento (credo che il segnale fosse questo), ce li trovavamo giá ben accomodati dentro al tender, gli occhi sorridenti in un invito:"si va?". E si doveva andare senza replica.

Non abbiamo, ai tempi di Landicchia, mai posseduto un fuoribordo, perché il T. Rex era contrario e diceva che usandolo infondo solo  quattro, cinque giorni all’anno era solo un peso a bordo, e poi la manutenzione ci portava via tempo inutile e poi quando si metteva in moto bisognava appellarsi ai santi e poi non partiva lo stesso. Si ma una volta almeno all'anno, sarebbe servito. In particolare un anno, in cui fu deciso all'unanimità, di visitare il Sud della Sardegna, sarebbe servito quotidianamente. vabbé, remare fa bene ai pettorali, soprattutto a quelli delle donne e noi eravam piccini, si ormeggiava rigorosamente su un fondo max di cinque metri, vicino a riva, i 20 knts all'andata si reggevano, al ritorno bastava essere molto precisi sull'obiettivo, ed era fatta.

All'ancora nella baia Antoniarieddu, ne ricordo ancora il nome, dopo essere scappati a razzo da porto Malfatano, dove la mattina alle sei era girato vento e cavalloni ci investivano mettendo a repentaglio il nostro ancoraggio, di knts ce ne erano quaranta, e non accennavano a smettere. Khooda, devi portare pazienza, non si può fare per ora. Si ballava tutti la rumba, ed eravam tanti perchè quello era, in zona, l'unico ottimo rifugio dallo scirocco forte e quindi eravamo lontani dalla riva. L'approdo più prossimo era costituito da alcuni scogli puntuti che il mozzo puntava con sguardo implorante.
ed é lì che il T Rex, che a dispetto del suo nome, e della sua nomea, è un essere dolcissimo, soprattutto con i mozzi, ripeteva a Khooda: dai, la canina azzurra risolverà la situazione e, ad un certo punto, come per magia, il vento darà una tregua, e noi potremo andare a fare le corse insieme; le cose indispensabili tutte e subito, però, me lo prometti vero???

Ora, questa storia della canina azzurra era nata per caso, alla prima esperienza in barca con un mozzo, Malvina, individuo spiritosissimo e allegrissimo, ma oltremodo terricolo. E non poteva essere altrimenti, trattandosi, la Malvina, di un mix di razze da caccia. L'affetto che provava per noi era enorme, ma sicuramente ci stramalediceva quando la portavamo in barca, e ci stramalediceva ancor di più quando mollavamo gli ormeggi. ma era molto paziente, manifestava il suo disappunto, pregresso, solo quando percepiva all'orizzonte gli odori della costa, e allora saltava da prua a poppa dimenando la coda ed emettendo piccoli starnuti di eccitazione, felice, scordandosi in un'attimo di come non era stata felice prima, che invidia, a volte, gli animali, non hanno memoria delle brutture, non serbano rancore ed acchiappano al volo subito i momenti positivi.
Dai Malvina, la canina Azzurra di Pinocchio ti guarda e ti aiuterà ad arrivare a terra, ridevamo insieme.

Ritorniamo in Sardegna, da Zu Antoniareddu. Anche Khooda era abbastanza terricolo, pur essendo mezzo terranova; nel fisico un labrador gigante, nell'indole un boxer gioioso ed incontenibile, e quando nuotava sembrava un aliscafo. faceva molta schiuma e tanto rumore, ma procedeva con poca propulsione. Usava male la coda, non si equilibrava. 

nel primo pomeriggio il vento cala di 10 Knts, ed il t. rex si precipita a terra con khooda, approdando sugli scogli puntuti, vincendo la tema della bucatura, semmai si mette una toppa, dice poi.

Io spio tutti i movimenti a terra dei due, con il binocolo, in apprensione, perchè la tregua potrebbe durare pochissimo, ma i due scompaiono dietro agli scogli quasi subito e mi appello alla canina azzurra affinchè tenga sotto controllo la situazione. sulla nostra poppa, un ovni francese, con a bordo una coppia matura, mi rendo conto, anche loro con il binocolo, e lui dopo una mezzoretta, monta il motore sul gommone (non era un gommino quello), pronto a fare un improvvisato traino, al ricomparire degli sciagurati che nel frattempo, forse, saltavano gli ostacoli più in là.

Dopo un tempo infinito, le inconfondibili figure si materializzano sugli scogli e, sotto gli attenti occhi di due barche, mollano gli ormeggi e centrano l'obiettivo. Applausi dall'ovni e da Landicchia, missione compiuta. Il vento poi riprende forte, la cqr si è nel frattempo scavata una bella tana nella sabbia, la canina azzurra ha fatto il suo dovere. Da allora lo ha fatto sempre, vegliando tutti i mozzi che abbiamo avuto a bordo, anche adesso che il 2 cavalli c'è e continuiamo a non usarlo.


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